Il libro dei valori

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- Scuola Media "Buonosanto Meo" -- San Vito dei Normanni (BR), San Vito dei Normanni (BR)

Comunichiamo la giustizia

GIUSTIZIA: Cosa vuol dire? Andiamo alla radice della parola

“Principio morale, virtù, consistente nel dare a ciascuno il dovuto, nel giudicare con equità: equa ripartizione dei beni e, in particolare ...

GIUSTIZIA: Cosa vuol dire? Andiamo alla radice della parola

“Principio morale, virtù, consistente nel dare a ciascuno il dovuto, nel giudicare con equità: equa ripartizione dei beni e, in particolare, abolizione di ogni forma di sfruttamento”

“La giustizia non è dare a tutti la stessa cosa, ma dare a ciascuno il suo ,e lasciare che viva la vita che è nato per vivere” –da “ Re 33 e i 33 bottoni d’oro”

La nostra definizione

La giustizia è un modo per far prevalere l’uguaglianza, libertà e solidarietà , integrando le diversità di ognuno di noi . Con un pizzico di lealtà e verità garantisce a noi cittadini una convivenza civile donando ad ognuno la felicità (Francesca)

La giustizia è la capacità di rispettare i diritti di ognuno e rendergli ciò che gli è dovuto mediante la ragione e la legge.

Scopriamo l’uso , l’abuso, il non uso

L’Uso

La giustizia è uguale per tutti. Tutte le persone che compaiono davanti a un tribunale devono essere trattate nella stessa maniera. Nessuno deve avere vantaggi o svantaggi.

Usiamo la giustizia per punire i criminali (Alessio Francavilla)
Usiamo la giustizia quando abbiamo un dubbio per quale decisione prendere (Francesco Gavin, Angelo Bifaro)
Usiamo la giustizia per far capire alle persone che un pericolo è meglio evitarlo (Alessio Manno)
Usiamo la giustizia per chiedere aiuto nei momenti di pericolo (Marco Vampo)
Usiamo la giustizia per far terminare un litigio.


L’abuso

Abusiamo della giustizia per scopi personali (Alessio Francavilla)
Abusiamo della giustizia quando facciamo ricadere le nostre colpe sugli altri(F. Gavin, A.Bifaro)
Abusiamo della giustizia quando qualcuno ne trae vantaggio (Marco Vampo)
Abusiamo della giustizia quando condanniamo un innocente (Gianluca Melacca)

Il non uso

A scuola quando la professoressa corregge i compiti e due ragazzi hanno fatto lo stesso lavoro , a uno gli mette un voto alto e all’altro un voto basso( Luis Miguel Dominguez)
Nel film “Rosso come il cielo” il bambino cieco veniva escluso dalla scuola normale(Marco Vampo)
Nella storia ci sono stati molti episodi di non uso della giustizia :
• nell'antichità, era sul monte Taigeto che venivano abbandonati le bambine e i bambini spartani nati deformi, destinati a soccombere alle intemperie ed alle fiere
• nell’antica Roma i cristiani venivano perseguitati e dati in pasto ai leoni
• nel seicento Galileo Galilei fu imputato per la sua teoria contraria alla chiesa
• nel 900 gli ebrei, gli zingari ……furono deportati nei campi di concentramento.


In quali narrazioni è utilizzata?


“Re 33e i 33 bottoni d’oro” di Claudio Imprudente

C’era una volta un re altissimo vestito sempre di rosso con 33 bottoni d’oro.
Un giorno arrivarono degli ambasciatori con un regalo e gli dissero che lo
poteva aprire solo dopo aver dimostrato la sua giustizia. Gli dissero che la Legge
è uguale per tutti e lui doveva fare le cose uguali. Così il re guardò il suo uccellino
in gabbia e lo lasciò andare libero. Voleva fare lo stesso con il suo pesciolino:
salì sulla torre e versò la vaschetta nell’aria ma il pesciolino cadde nel vuoto.
Allora prese la vaschetta con l’altro pesciolino e lo portò nel fiume, dove
guizzò felice. Corse a prendere l’altro uccellino, lo portò al fiume e lo gettò
in acqua ma l’uccellino affogò. Finalmente capì che essere giusti vuol dire
dare a ciascuno quello che gli spetta. Cominciò così a liberare gli uccellini nell’aria,i pesciolini nell’acqua, a costruire scuole per i bambini, ospedali per gli

ammalatie giardini per tutti i suoi cittadini”.


“Pinocchio “di Collodi

“…Pinocchio restò a bocca aperta, e non volendo credere alle parole del Pappagallo, cominciò colle mani e colle unghie a scavare il terreno che aveva annaffiato. E scava, scava, scava, fece una buca così profonda, che ci sarebbe entrato per ritto un pagliaio: ma le monete non ci erano più.
Allora, preso dalla disperazione, tornò di corsa in città e andò difilato in tribunale, per denunziare al giudice i due malandrini, che lo avevano derubato.
Il giudice era uno scimmione della Razza dei Gorilla: un vecchio scimmione rispettabile per la sua grave età, per la sua barba bianca e specialmente per i suoi occhiali d'oro, senza vetri, che era costretto a portare continuamente, a motivo di una flussione d'occhi, che lo tormentava da parecchi anni.
Pinocchio, alla presenza del giudice, raccontò per filo e per segno l'iniqua frode, di cui era stato vittima; dette il nome, il cognome e i connotati dei malandrini, e finì col chiedere giustizia.
Il giudice lo ascoltò con molta benignità: prese vivissima arte al racconto: s'intenerì, si commosse: e quando il burattino non ebbe più nulla da dire, allungò la mano e suonò il campanello.
A quella scampanellata comparvero subito due can mastini vestiti da gendarmi.
Allora il giudice, accennando Pinocchio ai gendarmi, disse loro:
"Quel povero diavolo è stato derubato di quattro monete d'oro: pigliatelo dunque e mettetelo subito in prigione."
Il burattino, sentendosi dare questa sentenza fra capo e collo, rimase di princisbecco e voleva protestare: ma i gendarmi, a scanso di perditempi inutili, gli tapparono la bocca e lo condussero in gattabuia……”

Pinocchio

Personaggi Giusti :

Mastro ciliegia …..quando ha dato il tronco di legno a Geppetto
Il grillo……………quando ha dato consigli a Pinocchio
Geppetto………….quando ha venduto la sua giacca per l’abbeccedario per Pinocchio
La Fata…………….quando ha aiutato Pinocchio in difficoltà
Mangiafuoco………quando ha dato le monete a Pinocchio
Alidoro……………..quando ha salvato Pinocchio dal mostro marino
Il contadino…………quando libera Pinocchio.

Personaggi ingiusti

Il gatto e la volpe…………quando imbrogliano Pinocchio
Mangiafuoco………………quando vuole bruciare Pinocchio
Alidoro …………………….quando insegue Pinocchio
Melampo…………………..quando è in combutta con i ladri
Il contadino ………………quando rinchiude Pinocchio
Il Giudice …………………quando mette in prigione Pinocchio.

Viviana Di Sanzo, classe 2F - ISIS "Gobetti-De Gasperi” -- Morciano di Romagna ( (RN), Morciano di Romagna ( (RN)

Ho imparato a conoscere


Attraverso il progetto di educazione alla Pace ho imparato a conoscere Miriam Makeba una donna che si fece conoscere per il suo immenso impegno contro il regime dell’apartheid. Lei ...


Attraverso il progetto di educazione alla Pace ho imparato a conoscere Miriam Makeba una donna che si fece conoscere per il suo immenso impegno contro il regime dell’apartheid. Lei cantava, amava cantare e amava la musica. La canzone che l’ha resa famosa è stata Pata Pata, ma proprio a causa di questa canzone è stata allontanata dalla sua amatissima Africa. Fu, infatti, esiliata per ben 30 anni. Il testo della canzone Pata Pata parlava non dell’apartheid, ma di quel diritto che tutti dovrebbero avere e di cui nessuno dovrebbe essere privato: il diritto di essere felici. Ciò faceva paura, faceva paura perché questo messaggio era universale, tutti avrebbero potuto capirlo e comprenderlo bene, mentre sarebbe stato diverso se si fosse parlato dell’apartheid, la gente avrebbe anche potuto non comprendere il messaggio. Ma la felicità è una cosa di tutti, appartiene a tutto il mondo e questa canzone favoriva la nascita di un Sudafrica completamente diverso. Mama Africa venne invitata a Castel Volturno per un concerto contro quello per cui lei aveva lottato tutta la vita: il razzismo. Infatti, poco prima, da parte del clan dei Casalesi, era avvenuta l’uccisone di sei immigrati di colore, finiti nel tunnel della droga.
Fu, quindi, fatto il concerto dedicato allo scrittore Roberto Saviano, autore del libro Gomorra. Miriam Makeba lo interpretò mirabilmente ma appena fu dietro le quinte ebbe un attacco cardiaco e, sfortunatamente, morì. Saviano denunciò un grave ritardo nei soccorsi, ma ormai la tragedia era accaduta. Se esiste un’artista che ha dato veramente tutto contro la discriminazione razziale è stata proprio lei, ma la violenza, purtroppo, non ha mai fine e non guarda in faccia nessuno.

Noi ragazzi abbiamo avuto la possibilità di vedere il film Gomorra, tratto dal libro prima citato. Un film crudo, violento, molto forte e molto lento nelle scene, un film veramente realistico in grado di far capire bene certe realtà del nostro tempo. Forse alcune persone preferiscono non pensarci, dal momento che non sono coinvolte direttamente. Ma la prima cosa che bisognerebbe che facessero queste persone che vivono così tranquille è aprire gli occhi. Certe situazioni non devono lasciarci indifferenti, perché non sono poi così lontane da noi.
Gomorra, a mio parere, è un film bellissimo, fatto di storie che si intrecciano e di vite che finiscono, parla di tradimenti, della voglia dei ragazzini di diventare subito grandi.
Non si può fare finta di nulla davanti a tutto questo, non si può non vedere la crudeltà che esiste nel non poter scegliere la propria vita, perché ormai è quello il Sistema e gli si deve obbedire. Potere, soldi e sangue: questa è la loro vita, questi sono i valori per i quali ogni giorno i camorristi lottano e uccidono.
La storia che maggiormente mi ha colpito è stata quella di Marco e Ciro, due ragazzi molto giovani che hanno tanta, forse troppa, voglia di diventare grandi alla svelta per cercare di dominare tutto e tutti. Ma non ci riusciranno, nella loro breve vita faranno solo bravate che li porteranno sempre più vicini alla morte. La loro uccisione avviene durante un “agguato”, che è la scena con cui si chiude il film, così forte che mi ha fatto stringere lo stomaco, e non credo sia successo solo a me: questi due ragazzi vengono uccisi alle spalle, sollevati con uno scavatore e poi gettati in mare.
Un film senza limiti nel denunciare un grave problema, un film agghiacciante, veramente molto bello che fa riflettere e crescere.

Alicino Aldo e Nicolamarino Michele - Direzione Didattica " Verdi" -- Andria (BT), Andria (BT)

Il Bike Sharing preso di mira dai soliti "bulli"


Arriva in città "il bike sharing" un nuovo servizio pubblico e automatico di noleggio di biciclette. Proprio nella rotatoria vicino alla nostra scuola c’è una bella stazione di biciclette ...


Arriva in città "il bike sharing" un nuovo servizio pubblico e automatico di noleggio di biciclette. Proprio nella rotatoria vicino alla nostra scuola c’è una bella stazione di biciclette. La nostra amministrazione comunale per la sua città ha fornito delle bici che i cittadini possono usare durante il giorno per andare in qualsiasi luogo. Certo ci dispiace constatare che mentre Barletta e Trani hanno le piste ciclabili e non hanno le bici, invece noi abbiamo le bici ma…..non abbiamo le piste ciclabili, quindi non sarebbe meglio costruirne una? Apprezziamo comunque lo sforzo fatto dalla nostra amministrazione nel cercare di incrementare l’uso delle bici per limitare i danni che provocano all’ambiente i gas di scarico delle macchine. Ci dispiace però che noi bambini non possiamo beneficiare di questo sevizio, facciamo al sindaco una proposta: perché non pensare ad una tessera speciale per noi bambini della scuola primaria? Prendiamo invece le distanze da quei ragazzacci i cosiddetti “ bulli” che cercano di manomettere le bici, perché vogliamo pensare alla nostra città come un luogo nel quale è possibile vivere nel rispetto del bene comune e che certi episodi di inciviltà appartengono a pochi.

- Liceo Classico ”Properzio” -- Assisi ( (PG), Assisi ( (PG)

La giustizia è donna

Ogni essere umano ha una propria idea di giustizia. Tuttavia è chiaro che, in senso generale, giustizia significa una serie di norme atte a regolare i rapporti tra gli individui ...

Ogni essere umano ha una propria idea di giustizia. Tuttavia è chiaro che, in senso generale, giustizia significa una serie di norme atte a regolare i rapporti tra gli individui nella vita collettiva, in modo tale da rispettare i loro diritti, riducendo le disuguaglianze e lo sfruttamento dei più deboli.
Comunque possiamo affermare che non è, e non è sempre stato totalmente in questo modo in quanto non vediamo effettiva parità fra gli uomini nella vita di tutti i giorni.
Basta considerare la situazione della donna oggi e nel corso dei secoli, dall’incolmabile divario del mondo antico con gli uomini, in cui questa non aveva nemmeno il diritto di riceve un’istruzione completa e non poteva partecipare alla vita pubblica.
Fino a non molto tempo fa la donna era considerata un oggetto piuttosto che una persona,in quanto sottostava alla potestà del padre prima e del marito poi e la sua stessa esistenza era strettamente legata al volere di questi.
Ma non ha reagito passivamente accettando questa sua condizione, ma anzi, ha piano piano mutato la sua situazione lottando e non mollando mai.
La strada verso la giustizia è stata piena di ostacoli che è riuscita a saltare prontamente, avviandosi così verso la meta: l’emancipazione.
Il culmine viene raggiunto nel corso del novecento quando, fra guerre e rivoluzioni, anche la donna ha combattuto strenuamente per la sua piccola, grande battaglia.
A cominciare dal diritto di voto, ottenuto il 2 Giugno 1946, quando in Italia si vota per la prima volta a suffragio universale, passando poi per la presenza femminile in ambiti lavorativi quando finalmente questa “inizia a portare i pantaloni” arrivando infine oggi dove hanno le redini di intere imprese e siedono in parlamento.
Questo è lo specchio di un apparente mondo perfetto che purtroppo non è così: infatti osservando la vita di tutti i giorni si nota che le cose non vanno sempre come dovrebbero essere e che quanto affermato sopra è solo una magnifica teoria.
Nella vita pratica esistono molte realtà in cui i pari diritti e le pari opportunità non sono sempre raggiunti dal sesso femminile infatti ancora è presente quella disuguaglianza che pur sempre fa la differenza.
In specifici ambiti lavorativi subisce delle limitazioni in quanto se vuole ottenere il lavoro deve sottostare a determinate condizioni quali evitare gravidanze ed alcune aziende retribuiscono le lavoratrice con un salario minore rispetto a quello dei lavoratori. Talvolta l’opinione femminile viene sminuita e messa in secondo piano.
Nel mondo occidentale, sono state fondate numerose associazioni che hanno nomi diversi (Centro donne, Gruppo donne e giustizia...) ma le finalità sono le stesse e cioè la tutela e la promozione dei diritti delle donne, gestiti direttamente da queste.
Tra i progetti dei centri ci sono ricerche sulla violenze alle donne, corsi di formazione all'ascolto, percorsi sul matrimonio e sugli aspetti giuridici ad esso legati e alla famiglia e offrono supporto legale e psicologico a chi lo richieda.
Possiamo quindi ritenerci fortunate rispetto alla donna del mondo arabo- orientale dove la figura maschile si impone ancora sull’altro sesso e la condizione è statica e non evolverà in meglio ancora per molto.
Infatti già nell’antichità, ma possiamo considerarla una delle frasi più attuali, Epicuro afferma che:
” In generale la giustizia è uguale per tutti, perché è utile nei rapporti sociali; ma in casi particolari, e a seconda dei luoghi e delle condizioni, risulta che la stessa cosa non è giusta per tutti.”

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