Il libro dei valori

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Sarghe Ioana-Daniela Classe IVB iter - ITC “Dell’Olio” -- Bisceglie (BT), Bisceglie (BT)

Caro diario...

dragul meu jurnal,
oggi a scuola mi è stato proposto di partecipare al concorso “Un mondo a colori” e, mentre leggevo il bando con l’aiuto delle amiche e della ...

dragul meu jurnal,
oggi a scuola mi è stato proposto di partecipare al concorso “Un mondo a colori” e, mentre leggevo il bando con l’aiuto delle amiche e della professoressa, mi sono venuti in mente tanti particolari.
Da quasi tre anni vivo in Italia a Bisceglie in Puglia con i miei genitori i quali vi risiedono già da sei anni.
Ho vissuto in Romania due anni senza di loro, sentendoli solo per telefono.
È stato difficile trascorrere un periodo della mia infanzia senza i miei genitori.
Dapprima sono stata ospite del fratello di mio padre, poi del fratello di mi madre; in seguito fu deciso che sarebbe stato meglio restare con la sorella di mia madre, che è insegnante. Nonostante tutti questi cambiamenti, non ho smesso mai di pensare al mio sogno, cioè di studiare in un altro Paese. Non mi importava quanto fosse difficile imparare un'altra lingua e lasciare il mio paese d’origine per realizzare il mio obiettivo. Passati due anni, i miei genitori sono venuti a prendermi, e ricordo di aver trascorso in Italia una vacanza bellissima: non sentivo neanche la mancanza dei miei amici d’infanzia perchè parlavo sempre al telefono con loro.
Sono ritornata poi in Romania per frequentare l’ultimo anno della scuola alla quale ero iscritta. Nel Luglio del 2007 sono arrivata a Bisceglie. I miei genitori e io abbiamo deciso di scegliere una buona scuola; cos? mi sono iscritta all’I.T.C. Dell’Olio, all’indirizzo turistico. Ero molto entusiasta della mia scelta. Tuttavia l’estate 2007 non è stata bellissima per me: senza amici, dovevo cominciare a studiare l’italiano e frequentare corsi speciali per imparare la lingua.
Sentivo sempre la nostalgia di tutto ciò che avevo lasciato dietro di me, nel mio Paese. Qualche volta pensavo che non era stata la scelta giusta, ma mi sono fatta coraggio. Dio...Dumnezeule,che mi viene in mente!
Sei settembre 2007: primo giorno di scuola in Italia. Alle ore otto ero all’Istituto con i miei genitori, mi sentivo come una bambina; non conoscevo nessuno, tutti parlavano in italiano, tutto era strano; dentro di me c’erano ansia, paura e tanta emozione. Non era quello che mi aspettavo. Non era quello che mi aspettavo. Non mi sentivo sicura di me stessa.
Dopo che il Preside ha tenuto il discorso di benvenuto, mi sono avviata verso la mia aula; mentre camminavo osservavo l’edificio che mi sembrava estraneo con quei corridoi larghissimi.
Arrivata in classe, ho scelto un banco vicino alla finestra. Tutti chiacchieravano tra loro, io non conoscevo nessuno e avevo anche paura di parlare. Questo è stato il mio banco di sofferenza e di incertezza per un anno intero. Ricordo...quando sbagliavo tutti ridevano di me, mi sentivo di crollare il mondo addosso. Non mi ero sentita mai cos? nella mia vita; non sapevo cosa fare, se piangere o ridere.
Alla fine del primo giorno scolastico, mio padre è venuto a prelevarmi. Ero triste, non ero più entusiasta della mia scelta. Quando lui mi ha chiesto come fosse andata la prima giornata di scuola, ho cominciato a piangere e a dirgli di voler andare via dall’Italia e di non voler più frequentare la scuola italiana.
I miei genitori mi hanno consigliato di provare per alcuni giorni; allora ho pensato e ripensato ed ho deciso che dovevo rimanere.
Per tre mesi tutti hanno riso di me; ritornavo a casa piangendo, volevo solo la mia vita come era prima nel mio Paese. Per un anno intero non mi sono inserita nel gruppo della classe: ero chiusa, non sapevo che amicizie stringere.
Tuttavia ero ottimista. Ho avuto ragione, perchè durante il secondo anno mi sono integrata nella classe ed ho costruito delle amicizie. Tutte le ragazze della classe mi sono care, ma le più vicine a me sono e saranno per sempre Rosita ed Iride. Va meglio con la lingua italiana, non ho avuto mai i problemi razzismo, ma, anche se torno quasi sempre per le vacanze in Romania, mi manca il mio Paese con le sue tradizioni, il mio passato.
Adesso frequento il terzo anno di scuola superiore. La ma vita è normale; con questa esperienza sono cambiata, sono diventata più forte.
Ho imparato che, se vuoi qualcosa, devi lottare per poterla conquistare e non ti devi arrendere.
Ho imparato sopratutto una cosa molto importante: tanti e cos? diversi fra loro per razza, tradizioni, lingua, costumi, leggi e organizzazione dello stato sono gli uomini che popolano la terra, ma i sentimenti sono gli stessi. Ed è per questo che è possibile comprendersi, diventare amici, sentirsi fratelli e aiutarsi nelle difficoltà per poter vivere una vita migliore.

P.S. Caro diario, oltre al Rumeno e all’Italiano ora sto studiando l’Inglese, il Francese e il Tedesco.
Certe volte mi sento un po’ confusa ma non ti nascondo di sentirmi anche un po’ speciale!
Ciao! La revedere! Bye bye! Au revoir! Auf Wiedersehen!

Classe 2C - Scuola Media “Bovio” -- Foggia (FG), Foggia (FG)

Diritti


Bartolomeo de Las Casas, uno Spagnolo che difende gli Indios dagli Spagnoli.E’ il tempo delle colonizzazioni,all’indomani di Colombo……
Di fronte a chi riteneva alcuni popoli creature inferiori ...


Bartolomeo de Las Casas, uno Spagnolo che difende gli Indios dagli Spagnoli.E’ il tempo delle colonizzazioni,all’indomani di Colombo……
Di fronte a chi riteneva alcuni popoli creature inferiori, ci fu chi le amò dell’amore di Dio e le considerò ‘persone’.

‘Tutte queste universe e infinite genti,
d’ogni razza o nazione, Dio le ha create
semplici, senza malvagità nè doppiezze,
obbedientissime, fedelissime ai loro
signori naturali e ai cristiani che servono,
e più di ogni altre al mondo
umili, pazienti, pacifiche e tranquille,
aliene da risentimenti e da risse,
da liti, da maldicenze, senza rancori,
odio e desideri di vendetta.
Sono, poi, di costituzione gracile,
debole e delicata, e sopportano
con difficoltà le fatiche, e
facilmente muoiono di qualsiasi
malattia, e anche quelli di condizione
contadina sono di salute più delicata
dei nostri figli di principi e signori,
allevati tra gli agi e le comodità.
Tra questi agnelli mansueti e dotati
dal loro Creatore e Fattore di tutte
le qualità suddette, giunsero gli Spagnoli,
non appena ne ebbero notizia,
come lupi, tigri, leoni crudelissimi
e affamati da diversi giorni.
E altro non hanno fatto, da qua-
rant’anni a questa parte, e che oggi
ancora continuano a fare, straziandoli,
affliggendoli, angustiandoli, tormentandoli,
e distruggendoli con crudeltà straordinarie,
inusitate e sempre nuove, di cui non si è
mai visto, né udito, né letto prima, a tal
puntoche dei tre milioni dell’isola Espanola
che abbiamo veduto, non ne restano ora
che poco più di duecento.
Dalla ‘Brevissima relazione della distruzione delle Indie’

Francesca Grassi, Stefano Seminari, Stefano Okafor, Francesco Betti - Liceo Scientifico "G. Novello" -- Codogno (LO), Codogno (LO)

Diritti dell’uomo e Mafia


Legalità (Stefano Okafor):

Con la parola legalità noi intendiamo un'azione che è prettamente legato alle leggi dello Stato.
Non sempre però questo principio viene rispettato negli ambiti della cittadinanza ...


Legalità (Stefano Okafor):

Con la parola legalità noi intendiamo un'azione che è prettamente legato alle leggi dello Stato.
Non sempre però questo principio viene rispettato negli ambiti della cittadinanza soprattutto dai giovani; per tanto è necessario per vivere in un clima dove questo valore sia rispettato che tutti i cittadini, grandi e piccoli, siano cresciuti secondo questo principio affinché si possa vivere in armonia.

Inviolabilità della persona (Stefano Seminari):

Con il termine persona si indica l'individuo che è soggetto a dei diritti e con il termine inviolabilità, indichiamo qualche cosa che non possa essere violato; per ciò con l'espressione “inviolabilità della persona” si indica da parte dello Stato l'obbligo di salvaguardare i cittadini da abusi da parte delle Forze dell'Ordine o da altri individui. Importante per quanto riguarda questo discorse è l'articolo 2 della costituzione dove troviamo il riconoscimento dei diritti inviolabili dell'individuo da parte dello Stato.

Giustizia (Grassi Francesca):

Per prima cosa con il termine giustizia indichiamo un diritto che proprio di ogni cittadino. Questo valore inoltre può essere definito come un dovere nel rispettare i diritti altrui riconoscendo ad ogni persona ciò che gli spetta. La giustizia, oltre che dover essere salvaguardata dallo Stato, deve anche essere messa in atto dal buon senso cittadino che può aiutare a far rispettare questo valore.
www.wikipedia.it

Mafia: caratteri generali (Francesco Betti)
Le associazioni mafiose sono sistemi chiusi autoreferenziali che presentano una struttura piramidale. Esse sono costituite generalmente da un capo carismatico seguito da comprimari. Le mafie si confontano con l’esterno per opposizione e costituiscono un corpo unico nella società configurandosì altresì come sistema alternativo di potere nella società in contrapposizione alle istituzioni ufficiali alle quali esse si sostituiscono. Il capo mafia è da considerarsi una sorta di feudatario che tende ad estendere il proprio potere su una sempre maggior fetta della società, individuando però nel proprio territorio un punto d’appoggio fondamentale. Nella società in cui viviamo si potrebbe dire che si approfitta della globalizzazione per espandere la propria influenza e i propri diritti contrapponendo la globalizzazione della violenza alla globalizzazione dei diritti.

Trattati sull’inviolabilità dell’individuo (Stefano Seminari, Francesca Grassi):

BILL OF RIGHTS:
Indica letteralmente un progetto di legge (Bill) sui diritti (Rights) ma l'espressione è entrata nell'uso col significato di dichiarazione sui diritti. Essa prevedeva: - La libertà di parola e discussione in Parlamento - Il divieto del re di abolire leggi o imporre tributi senza il consenso del Parlamento - Libere elezioni per il Parlamento - Rifiuto di sottostare ad un possibile re cattolico - Che il parlamento dovesse essere frequentemente riunito. - Che il re non potesse perseguitare i suoi sudditi per motivi religiosi.
La Bill of Rights fu approvata e firmata da Guglielmo III d'Orange. Egli ereditò il trono dopo la deposizione di Giacomo II che rifiutò di firmare la Bill of Rights. Guglielmo poté salire al trono a patto che firmasse quest'importante documento.


Testo Integrale “Bill of Rights”:

Considerato che i Lords Spirituali e Temporali, e i Comuni, riuniti in assemblea a Westminster,
legalmente, pienamente e liberamente rappresentanti tutti gli ordini del popolo di questo reame, il tredicesimo giorno di febbraio dell’anno di nostro Signore mille seicento ottantotto, hanno presentato alle loro Maestà, allora chiamate e conosciute coi nomi e il titolo di Guglielmo e Maria, Principe e Principessa d’Orange, presenti di persona, una dichiarazione scritta, redatta dai detti Lords e Comuni, nei termini che seguono:

«Considerato che il precedente re Giacomo II con l’assistenza di diversi cattivi consiglieri, giudici e ministri da lui impiegati, ha tentato di sovvertire e di estirpare la religione Protestante, e le leggi e le libertà di questo reame:
1. assumendo ed esercitando il potere di dispensare da e sospendere le leggi e l’esecuzione delle leggi senza il consenso del Parlamento;
2. mettendo sotto accusa e procedimento penale diversi onorevoli prelati per avere umilmente fatto petizioni per essere esentati dal concorrere a un potere assunto come detto; [...]
4. esigendo tributi per la Corona e per il suo uso, con pretesa di prerogativa, per un tempo e con modalità diverse da quelle concesse dal Parlamento;
5. levando e tenendo uno stabile esercito all’interno di questo reame in tempo di pace senza il consenso del Parlamento, e facendo acquartierare soldati in modo contario alla legge;
6. imponendo che numerose ottime persone protestanti fossero disarmate, mentre nello stesso tempo dei papisti erano e armati e impiegati in modo contrario alla legge;
7. violando la libertà delle elezioni dei membri chiamati a servire in Parlamento; [...]
9. e negli anni passati individui parziali, corrotti e privi di qualificazione sono stati chiamati a servire come giurati nei processi, e in particolare numerosi giurati nei processi per alto tradimento, che non erano liberi proprietari;
10. e cauzioni eccessive sono state richieste a persone messe sotto accusa penale per eludere i benefici dati dalla legge per la libertà dei sudditi;
11. e sono state imposte ammende eccessive e inflitte punizioni illegali e crudeli;
12. e sono state date numerose assicurazioni e minacce di ammende e confische prima di ogni condanna o giudizio contro le persone nei cui confronti questi si dovevano tenere.
Tutte queste cose sono totalmente e direttamente contrarie alle riconosciute norme e leggi e libertà di questo reame.
E poiché, avendo il precedente re Giacomo II abdicato il governo del Paese ed essendo pertanto il trono vacante, sua Altezza il Principe d’Orange (che è piaciuto a Dio Onnipotente di fare il glorioso strumento della liberazione di questo reame dal papismo e dal potere arbitrario) ha fatto emettere (col parere dei Lords Spirituali e Temporali e di diversi autorevoli esponenti dei Comuni) lettere da scrivere ai Lords Temporali e Spirituali, che fossero Protestanti, e altre lettere alle numerose contee, città, università, borghi e ai cinque porti, per la scelta di persone che li rappresentassero e che fossero in diritto di essere mandati al Parlamento, per riunirsi e sedere a Westminster il ventiduesimo giorno di gennaio, in questo anno mille seicento ed ottantotto, per quelle deliberazioni per le quali le loro religioni, leggi e libertà non potessero nuovamente essere in pericolo di essere sovvertite; sulla base delle quali lettere le elezioni sono state conformemente effettuate.
E pertanto i detti Lords Spirituali e Temporali e i Comuni, conformemente alle rispettive lettere ed elezioni, essendo ora runiti in una piena e libera rappresentanza di questa nazione, prendendo nella più seria considerazione i mezzi migliori per raggiungere i fini sopra detti, in primo luogo (così come i loro antenati in casi simili hanno usualmente fatto) per rivendicare ed asserire i loro antichi diritti e libertà dichiarano:
1. che il preteso potere di sospendere le leggi o l’esecuzione delle leggi, in forza dell’autorità regia, senza il consenso del Parlamento, è illegale;
2. che il preteso potere di dispensare dalle leggi o dall’esecuzione delle leggi, in forza dell’autorità regia, come è stato assunto ed esercitato in passato, è illegale;
3. che il mandato per costituire la passata Court of Commissionners per le cause ecclesiastiche, e tutti gli altri mandati e corti di analoga natura, sono illegali e pericolosi;
4. che levare tributi per la Corona o per il suo uso, su pretesa di prerogativa, senza la concessione del Parlamento, per un tempo più prolungato o in un modo diverso da quello che è stato o sarà stato concesso, è illegale;
5. che è diritto dei sudditi avanzare petizioni al re, e che tutti gli arresti o le procedure d’accusa per tali petizioni sono illegali;
6. che levare o tenere un esercito permanente all’interno del regno in tempo di pace, senza che ciò sia col consenso del parlalento, è illegale;
7. che i sudditi protestanti possono avere armi per la loro difesa conformemente alle loro condizioni e come consentito dalla legge;
8. che le elezioni dei membri del Parlamento debbono essere libere;
9. che la libertà di parola e di dibattiti o procedura in Parlamento non possono esser poste sotto accusa o in questione in qualsiasi corte o in qualsiasi sede fuori dal Parlamento;
10. che non debbono essere richieste cauzioni eccessive, né imposte eccessive ammende; nè inflitte pene crudeli o inusitate;
11. che i giurati debbono essere nelle debite forme indicati in una lista, da notificare; e che i giurati che decidono sulle persone nei processi per alto tradimento debbono essere liberi proprietari;
12. che tutte le assicurazioni e minacce di ammende o confische fatte a particolari individui prima della condanna, sono illegali e nulli;
13. e che per riparare a tutte le ingiustizie, e per correggere, rafforzare e preservare la legge, il Parlamento dovrà tenersi frequentemente.
Ed essi [Lords e Comuni] reclamano, domandano e insistono su tutte e su ciascuna di queste premesse, come su loro incontestabili diritti e libertà; e che nessuna dichiarazione, giudizio, atto o procedura, che sia di pregiudizio del popolo in alcuna delle premesse anzidette, possa in qualsiasi modo esser portato in futuro come precedente o esempio.
A questo reclamo dei loro diritti essi sono particolarmente incoraggiati da sua Altezza il Principe d’Orange, come al solo mezzo per ottenere riparazione e rimedio.
Avendo quindi piena fiducia che la detta sua Altezza il Principe d’Orange perfezionerà la liberazione portata da lui così avanti, e ancora li preserverà dalla violazione dei loro diritti, che hanno qui affermati, e da tutti gli altri attentati alla loro religione, ai loro diritti ed alle loro libertà, i detti Lords Spirituali e Temporali, e i Comuni, riuniti a Westmister, prendono la risoluzione che Guglielmo e Maria, Principe e Principessa d’Orange, siano, e siano dichiarati, Re e Regina d’Inghilterra, Francia e Irlanda, e dei domini che vi appartengono.

Su queste basi le dette loro Maestà hanno accettato la corona e la dignità regale di Inghilterra Francia e Irlanda e dei domini che vi appartengono, in conformità alla risoluzione e al desiderio dei detti Lords e Comuni espressi nella presente dichiarazione.

E in base a tutto ciò è piaciuto alle loro Maestà, che i detti Lords Spirituali e Temporali, e i Comuni, in quanto costituiscono le due Camere del Parlamento, continuino a sedere, e col reale concorso delle loro Maestà elaborino delle efficaci previsioni per lo stabilimento della religione, delle leggi e delle libertà di questo reame, per modo che le stesse non possano in futuro essere di nuovo in pericolo di esser sovvertite; al che i detti Lords Spirituali e Temporali, e i Comuni, hanno dato il loro consenso ed hanno proceduto in conformità.


E per prevenire ogni questione e divisione in questo reame a ragione di qualche preteso titolo alla corona, e per assicurare la certezza nella successione, sulla e dalla quale, con la volontà di Dio, consistono e dipendono la pace, la sicurezza e la tranquillità di questa nazione, i detti Lords Spirituali e Temporali, e i Comuni, pregano le loro Maestà che sia dichiarato, decretato e stabilito che la corona e il governo regale dei detti regni e domìni, con tutte e ciascuna delle premesse anzidette, che vi si connettono, sia e continui nelle persone delle loro Maestà e dei loro discendenti, durante le loro vite e le vite dei loro discendenti. E che l’intero, perfetto e pieno esercizio del potere e del governo regale sia nella persona e nella titolarità della di lui Maestà [del Principe d’Orange] a nome di entrambe le loro Maestà finché insieme vivranno; e che dopo il loro decesso la corona e le premesse anzidette siano e rimangano agli eredi di sangue della di lei Maestà [la regina Maria] e in mancanza di ciò a sua Altezza Reale la Principessa Anna di Danimarca ed ai suoi eredi di sangue e in mancanza di ciò agli eredi di sangue della detta di lui Maestà [il Principe d’Orange]; e pertanto i detti Lords Spirituali e Temporali, e i Comuni, in nome di tutto il detto popolo fanno umile e leale atto di sottomissione ai loro eredi e posterità per sempre e fanno leale promessa. Che essi manterranno e difenderanno le dette loro Maestà e la delimitazione e successione della corona qui specificata e contenuta, fino all’ultimo delle loro possibilità, con le loro vite e le loro proprietà contro qualsivoglia persona che possa tentare alcuna cosa in contrario.

E poiché per esperienza si è provato inconciliabile con la sicurezza e il benessere di questo reame Protestante l’esser governato da un Principe papista o da un qualsiasi Re o Regina che sposi un papista, i detti Lords Spirituali e Temporali, e i Comuni, pregano che sia inoltre stabilito che ogni e qualsiasi persona che si sia riconciliata o che si dovesse riconciliare o tenere in comunione con la Sede o la Chiesa di Roma, o che dovesse professare la religione papista o sposare un papista, sarà esclusa e sia per sempre incapace di ereditare il possesso o di ottenere la corona e il governo di questo reame e dell’Irlanda e dei domini che vi appartengono o di qualsiasi parte di essi, o di avere uso o esercizio di qualsiasi potere o giurisdizione regale all’interno dei medesimi; e che in tutti ed in ciascuno di questi casi il popolo di questi regni sarà di qui liberato dal prestare la sua obbedienza.
Tutte queste cose alle loro Maestà è piaciuto che siano dichiarate, decretate e stabilite sull’autorità di questo presente Parlamento, e che si pongano, restino e siano la legge di questo reame per sempre; e che le stesse siano dalle dette loro Maestà, per e con il parere e il consenso dei Lords Spirituali e Temporali, e dei Comuni, riuniti in Parlamento, e dall’autorità degli stessi, dichiarate, decretate e stabilite conformemente.

Fonti: www.wikipedia.it e www.studiperlapace.it


Habeas Corpus (Stefano O.):

Garanzia inglese di libertà personale, consistente nel dovere di dichiarare in tempo breve all’autorità giudiziaria ogni arresto, indicandone la motivazione. Si fonda sul principio secondo il quale la carcerazione, come ogni pena, è lecita solo dopo la dimostrazione di colpevolezza, salvo casi eccezionali da sottoporre a valutazione del giudice. Già contenuta nella MAGNA CHARTA del 1215 e nelle leggi di Edoardo III, e rivendicata poi nella Petition of rights rivolta nel 1628 del parlamento a Carlo I, acquisì la sua forma attuale nell’Habeas Corpus Act, approvato nel 1679 dal parlamento inglese contro le possibili tentazioni autoritarie di Carlo II.

Testo parziale Habeas Corpus:

“Poiché da parte di sceriffi, carcerieri e altri funzionari alla cui custodia sono affidati sudditi del re per fatti criminosi o supposti tali, vengono praticati grandi ritardi nell’eseguire riscritti di Habeas Corpus ad essi diretti […], per la qual cosa molti sudditi del re sono stati e anche in futuro potranno essere a lungo trattenuti in prigione, in casi nei quali essi hanno diritto alla liberta provvisoria dietro cauzione, con loro grande danno e fastidio; per impedire ciò e per la più spedita liberazione di tutte le persone imprigionate per uno questi fatti criminosi o supposti tali, sia sancito per legge[…] che ogni qualvolta uan o più persone porteranno un Habeas Corpus indirizzato ad uno sceriffo, carceriere, agente o a chiunque altro nell’interesse di una persona in loro custodia, il detto funzionario, o funzionari, e i suoi o loro dipendenti o sostituti, entro tre giorni dalla consegna del rescritto del modo indicato deve dare esecuzione a tale scritto[Habeas Corpus], e portare o far portare il corpo della parte [persona] così incarcerata o detenuta davanti al Lord Cancelliere o al Lord Guardasigilli d’Inghilterra allora in carica, oppure davanti ai giudici o baroni del tribunale che avrà emanato il detto rescritto […]; e allora [il funzionario] deve ugualmente specificare le ragioni della detenzione o carcerazione […].
E sia inoltre sancito per legge […] che se qualche funzionario o un suo dipendente o vice-custode o sostituto trascurerà di eseguire di adempimenti predetti, o di portare la persona [il corpo] o le persone del prigioniero o dei prigionieri, secondo il disposto del detto rescritto, entro i rispettivi termini predetti […], tutti e ciascuno, il comandante, i carcerieri o i custodi di tale prigione, e ogni altra persona nella cui custodia il prigioniero sarà detenuto, dovranno versare al prigioniero o alla parte danneggiata la somma di cento sterline; e per questo fatto saranno e sono resi incapace di coprire ed esercitare il predetto loro ufficio.

(Da Habeas Corpus Act, in Romeo-Talamo DS)


Diritti Dell'uomo (Francesca g.):

“Tutti gli esseri umani, indipendentemente dalla nascita, dalla religione o dalla condizione sociale, sono dotati di alcuni diritti fondamentali e inalienabili.”

Questa affermazione la si trova nel testo della “Dichiarazione dei Diritti dell'Uomo e del Cittadino” ed è stata successivamente ripetuta in altri trattati nazionali riguardanti sempre l'uomo ed i suoi diritti. Purtroppo, anche se ribaditi in ogni modo, i diritti fondamentali della persona spesso si trovano ad essere violati e ciò non accade solo, come si potrebbe pensare, in paesi poco civilizzati ma anche vicino a noi.

Diritto alla Vita (Stefano S.):

L'atto di togliere la vita a qualcuno è stato condannato oramai duramente da molte religioni nel corso degli anni ma, ancora oggi, in parecchi Stati vi è il problema che la vita di una persona si trova nelle mani di quest'ultimo il quale può, in maniera arbitrale, decidere di toglierla nel rispetto delle procedure e delle leggi vigenti in quel Paese.

La Pena di Morte (Stefano O.):

La così detta Punizione Capitale viene ancora oggi praticata in diversi Stati del mondo; grazie però all'intervento di alcune associazioni umanitarie, alcuni paesi hanno optato per l'abolizione sempre però con alcune eccezioni riguardanti casi di una certa importanza.
Per gli Stati che hanno deciso per l'abolizione vi è comunque un fattore molto importante che riguarda la dichiarazione dei diritti la quale, consente loro di fare delle eccezioni che riguardano soprattutto i reati di guerra.
Al contrario troviamo Stati che non hanno votato per l'abolizione ma, si limitano a non pronunciare sentenze che riguardino l' utilizzo di questa pena.

Riferimento Storico (Stefano S.):

Una negazione molto evidente dei diritti dell'uomo fu attuata dai regimi nazisti e fascisti contro cui fu combattuta la Seconda guerra mondiale. Per far sì che questa situazione non si potesse ripetere, nel 1948 l’Assemblea generale dell’ONU ha approvato la "Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo" con lo scopo di impegnare tutti gli Stati che vi hanno aderito a far valere nei loro ordinamenti giuridici questi principi.


Convenzione Europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali:

Questa Convenzione è stata ratificata da 44 paesi aderenti al consiglio d'Europa e ben 15 appartenenti all'Unione Europea; con ciò ogni Stato è obbligato al rispetto dei diritti presenti in questa convenzione sempre nell'ambito dell'ordinamento giuridico vigente senza però alcuna distinzione di nessuna specie quali per esempio sesso, razza, colore della pelle, lingua, opinione politica e appartenenza sociale.
Tra i divieti più importanti vi sono: il divieto della tortura e, di qualsiasi altro atteggiamento degradante, il divieto alla schiavitù, l'abolizione della pena di morte.


I PRINCIPALI ORGANI DELLA LOTTA ANTIMAFIA (Betti Francesco)

Il funzionamento e l’importanza dei seguenti organi dimostra come la collaborazione tra istituzioni politche e istituzioni di giustizia costituisca un nucleo fondamentale e unico nella lotta alla mafia. Infatti è evidente che solo attraverso l’emanazione di leggi, da parte del governo, che siano giuste e ponderate è possibile ottenere risultati ragguardevoli da queste istituzioni di giustizia, ma d’altra parte queste ultime devono essere garanti del fatto che le leggi emanate dal governo siano effettivamente messe in pratica. I principali organi della lotta antimafia sono:


LA COMMISSIONE PARLAMENTARE ANTIMAFIA
La Commissione parlamentare Antimafia è un organismo del Parlamento italiano istituita per la prima volta con legge del 20 dicembre 1962, n. 1720 (GU n. 331 del 29/12/1962). È una commissione speciale bicamerale del Parlamento italiano. Viene promossa con legge all'inizio di ogni Legislatura, ed è composta da 25 deputati e da 25 senatori. Ha sede a palazzo San Macuto a Roma. È una commissione d'inchiesta e ha quindi poteri simili a quelli della magistratura e si occupa del "fenomeno della mafia e delle altre associazioni criminali similari". La prima proposta di istituire una commissione parlamentare antimafia risale al 14 settembre 1948, come commissione d'inchiesta sull'ordine pubblico in Sicilia, la proposta fu ripresentata nel 1958 su iniziativa di Ferruccio Parri, ma ancora una volta fu osteggiata da più parti, solo nel dicembre 1962 fu approvata la legge proposta dei senatori Ferruccio Parri e Simone Gatto. La prima commissione con la presidenza Paolo Rossi insediata il 14 febbraio 1963 non tenne alcuna seduta perché il 18 febbraio dello stesso anno si ebbe lo scioglimento anticipato delle Camere. L'attuale Commissione è presieduta dall'ex ministro dell'Interno Beppe Pisanu.


DIREZIONE INVESTIGATIVA ANTIMAFIA

La Direzione Investigativa Antimafia, meglio conosciuta con l'acronimo DIA, è un ufficio del Dipartimento di Pubblica sicurezza del Ministero dell'interno italiano, a composizione interforze (Guardia di Finanza, Polizia di Stato e Carabinieri), con compiti investigativi di tipo specializzato nella lotta contro le associazioni mafiose o similari. In magistratura si intende per pool un'équipe di magistrati che si occupano di una stessa indagine. Il pool è un efficace strumento di indagine, ed è uno degli elementi fondamentali che hanno portato a risultati importanti come il maxiprocesso contro la mafia e l'inchiesta di Mani Pulite su Tangentopoli.L'idea alla base del pool nasce in seguito all'assassinio di magistrati che si occupavano di indagini per mafia. Infatti, la gestione di un'indagine da parte di un unico magistrato di indagini "scottanti" lo espone chiaramente ad attentati che speravano di seppellire con lui anche gli scomodi segreti dell'inchiesta. In un pool, invece, i magistrati che ne fanno parte condividono tra loro tutte le informazioni, mentre mantengono la massima segretezza verso l'esterno. Quindi, anche se venisse ucciso uno dei magistrati, esso potrebbe venire rimpiazzato e gli altri continuare a lavorare.


L'art 371 stabilisce per i procedimenti connessi o probatoriamente collegati, l'obbligo per gli uffici del pm di coordinarsi, quindi di scambiarsi gli atti, le informazioni, e le direttive impartiti dalla procura alla polizia giudiziaria. Dal '92 se il coordinamento non viene effettuato c'è una sanzione: l'avocazione delle indagini.
La Direzione distrettuale e quella nazionale antimafia rappresentano organismi figli di queste esigenze di coordinamento:


DIREZIONE DISTRETTUALE ANTIMAFIA

La Direzione distrettuale antimafia è l'ufficio della procura della repubblica presso il tribunale del capoluogo del distretto di corte d'appello nel cui ambito ha sede il giudice competente. A tale ufficio sono attribuite le funzioni del pm in primo grado ( indagini preliminari e esercizio azione penale) in relazione ai delitti di criminalità organizzata mafiosa e assimilati, ai delitti consumati o tentati con finalità di terrorismo e ai delitti consumati o tentati in materia di pedopornografia, reati informatici e intercettazioni abusive. L'esigenza di coordinamento è agevolata dalla determinazione delle entità competenti ad indagare e procedere.

LA DIREZIONE NAZIONALE ANTIMAFIA

La Direzione Nazionale Antimafia, istituita presso la procura generale della corte di cassazione, ha poteri di coordinamento delle procure distrettuali. Il procuratore nazionale antimafia è nominato dal Csm di concerto con il ministro di giustizia. Della procura nazionale fanno parte venti sostituti anch'essi nominati dal csm. La funzione è di coordinamento delle procure distrettuali, ma non può compiere direttamente le indagini. Vi sono però poteri di sorveglianza e controllo, coordinamento e avocazione. Non può dare direttive vincolanti nel merito alle procure distrettuali e non può compiere direttamente le indagini, ma può avocare le indagini condotte dalla procura che ha dimostrato grave inerzia o che non si è coordinata con le altre


Queste istituzioni dimostrano come la collaborazione, la condivisione del lavoro e delle varie problematiche riguardanti la mafia ,tra governo e istituzioni di giustizia costituisca un valore nella lotta a tale fenomeno.


RISULTATI RECENTI DELLA COLLABORAZIONE GOVERNO-ISTITUZIONI DI GIUSTIZIA (A PARTIRE DAL 2008) (Betti Francesco)

Al giorno d’oggi la società italiana sta assistendo ad un duro conflitto la classe governante e la magistratura, tuttavia è necessario ricordare come nell’ambito della lotta alla mafia la collaborazione tra le due istituzioni ha portato a partire dal 2008 all’arresto di circa cinquemila persone coinvolte in attività mafiose delle quali:

• 1301 erano legati ad’attività di Cosa Nostra

• 1116 erano legati all’attività della ‘Ndrangheta

• 1917 erano legati all’attività della Camorra

• 659 erano legati all’attività della Criminalità pugliese


Inoltre è giusto ricordare che la collaborazione governo-istitituzioni di giustizia ha portato alla confisca di un numero di beni pari a:

• 4375 a Cosa Nostra

• 3000 alla ‘Ndrangheta

• 5612 alla Camorra

• 1660 alla Criminalità pugliese

• 2032 ad altre organizzazioni

Tutto per un valore totale pari a 8.246 milioni di €.

I latitanti arrestati sono stai circa 347.
Mettendo da parte conflitti inutili, secondari, la collaborazione ha portato all’arresto di migliaia di persone e alla confisca e al sequestro di un enorme numero di beni, dando vita ad un importante colpo a un’istituzione tanto antica e tanto potente quale la mafia.

- Direzione Didattica “P. De Donato Giannini” -- Turi (BA), Turi (BA)

Favola: il baule dei ... tesori


NARRATORE: C’era una volta, nel regno di Vogliotutto, il re Astuzia e la regina Vanitosa che avevano una bellissima figlia di nome Capricciosa.
Vivevano felici nel loro castello circondati ...


NARRATORE: C’era una volta, nel regno di Vogliotutto, il re Astuzia e la regina Vanitosa che avevano una bellissima figlia di nome Capricciosa.
Vivevano felici nel loro castello circondati dal lusso e dalla ricchezza, mentre i sudditi del regno vivevano in povertà, nonostante lavorassero da mattina a sera. Infatti, il re Astuzia, faceva pagare tasse altissime al suo popolo che non aveva il denaro per comprare le cose necessarie.
Un giorno, spinta dalla curiosità e dalla noia, Capricciosa raggiunse la torre più alta del Castello, dove si trovava una stanza segreta. Arrivata in cima, trovò la porticina della torre socchiusa ed entrò.
PRINCIPESSA : Quanti oggetti abbandonati! Tutti vecchi e impolverati. E…lì cosa c’e’? Toh! Un vecchio baule. Chissà quali tesori nasconderà? Quasi quasi lo apro...
NARRATORE: La principessa si avvicinò al vecchio baule e si accorse che era chiuso da un grosso lucchetto arrugginito.
PRINCIPESSA: Se c’è il baule, ci sarà sicuramente la chiave che lo aprirà. Dove sarà? Dove posso trovarla?
NARRATORE: La principessa cominciò a cercare in ogni angolo della stanza. Ad un tratto il suo piedino sfiorò una pietra traballante. Velocemente la sollevò e trovò una piccola chiave d’oro.
CHIAVE: Mi hai trovata finalmente! Forza apri il baule.
BAULE: Principessina, cosa credi di trovare qui dentro?
PRINCIPESSA: Sicuramente gioielli antichi, bambole di porcellana che a me piacciono tanto, scarpette da ballo di raso, abiti di pizzo, corone d’oro…
NARRATORE: La principessa prese la chiave e tentò di aprire il lucchetto, e … dopo tante tante prove il coperchio del baule si aprì.
PRINCIPESSA : Oh, NO! Che delusione! Ma che roba è …! Una casa? Ma che oggetto prezioso è una casa? Una casa animata!
CASA : Certo per te non sono preziosa, visto che abiti in un castello enorme e con tante comodità. Ma pensa a quei bambini che non hanno una casa calda e accogliente per ripararsi.
PRINCIPESSA : Toh, il pane !!! E tu cosa centri con il tesoro del baule ?
PANE : Io ? Io sono, cara la mia principessa, l’alimento più importante per tutti gli uomini della Terra. Tu, a pranzo e a cena mangi prelibatezze e le dispense della cucina del castello sono stracolme di ogni ben di Dio! Ci sono, invece, tanti bambini che soffrono la fame e sognano di mangiare un buon panino…!
PRINCIPESSA : Ma guarda un po’ ! Un vecchio libro sgualcito e impolverato. Mm…Mm…Mm… Un tesoro!
LIBRO : Ti permetti di dire che io non sono un tesoro? Grazie a me, tu sai leggere, scrivere e sai tante cose, mentre tanti bambini vivono nell’ignoranza e vorrebbero tanto sfogliarmi…
PRINCIPESSA : E tu chi saresti? Io ti conosco! BLEEEEH!
MEDICINA: Hai poco da disgustarti, principessina! Grazie a me, quando sei malata, riesci a guarire e torni subito a giocare! Pensa, invece, a quanti non hanno la possibilità di essere curati.
NARRATORE : La principessa annoiata chiude nervosamente il baule. Ma subito il baule bussa…toc.toc
BAULE: Proprio adesso mi chiudi? Guarda dentro, ci sono due “cose preziose” che hanno da dirti qualcosa!
PRINCIPESSA : Ancora? Uffa! Che noia!
BAMBOLA: Vedi quanto sono bella? Ma tu ne hai tante di bambole e di altri giochi con cui divertirti. Io, invece, vorrei far felici tanti bimbi del tuo regno che non hanno la possibilità di giocare.
CUORE: Anch’io ho qualcosa da dirti ! Apri il tuo cuore agli altri, impara ad amare e a donare il di più che tu hai a chi ha meno di te.
BAULE: Cara principessa, io vorrei farti una domanda: -Sai qual è il bene più prezioso che possiedi?
PRINCIPESSA : Non ne posso più di questi “preziosi” !
BAULE : Ascoltami, invece. Tu possiedi la libertà di esprimere le tue idee, i tuoi pensieri, i tuoi desideri e pure i tuoi capricci… Sai quanti bambini non sono liberi come te! Tu pensi solo alle cose che ti fanno piacere e non capisci che tutti i bambini, sia pur diversi, hanno gli stessi bisogni per vivere bene.
NARRATORE : E voi, bambini del mondo, avete capito il valore del tesoro del baule?
TUTTI I BAMBINI, SIA PUR DIVERSI, HANNO GLI STESSI BISOGNI PER VIVERE BENE. I BISOGNI DEI BAMBINI SONO I LORO DIRITTI, I DIRITTI DI OGNI UOMO DELLA TERRA.

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