Il libro dei valori

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II B dell’ I.C. “66 Martiri” - Istituto Comprensivo "66 Martiri" -- Grugliasco ( (TO), Grugliasco ( (TO)

Responsabilità e politica

Intervista all’onorevole Respondeo


In questa intervista abbiamo voluto discutere di responsabilità in ambito politico perché quasi tutti i politici al giorno d’oggi parlano molto di questo valore, ma ...

Intervista all’onorevole Respondeo


In questa intervista abbiamo voluto discutere di responsabilità in ambito politico perché quasi tutti i politici al giorno d’oggi parlano molto di questo valore, ma quando devono agire coerentemente con le idee espresse, si tirano indietro, cercando scorciatoie per raggiungere i loro obiettivi. Per questo motivo abbiamo intervistato l’onorevole Respondeo (ovviamente, un personaggio inventato) che si è reso disponibile a trattare questo argomento e a mettersi in discussione, essendo, per il ruolo che ricopre, coinvolto in prima persona.
Domanda: Onorevole Respondeo, quanto conta in politica la parola RESPONSABILITA’?
Risposta: Secondo me, noi politici dovremmo essere i primi a valorizzare la parola Responsabilità e a dare il buon esempio ai cittadini, invece molte volte facciamo esattamente il contrario e tendiamo a travisare il vero senso di questa parola. Oggi pensiamo che questo termine sia utilizzato solo per compiere azioni importanti,invece la vera responsabilità è quel comportamento che magari agli occhi di tutti può sembrare banale.
Domanda: Onorevole Respondeo, ci faccia qualche esempio.
Risposta: Spesso noi politici non ci assumiamo la responsabilità di ascoltare e capire le esigenze dei cittadini, per cercare di offrire loro opportunità di una vita migliore e li trattiamo come bambini incapaci di giudicare.
Domanda: Ma non è forse vero che i cittadini si lasciano facilmente sedurre dalle proposte convenienti piuttosto che dai ragionamenti?
Risposta: Un popolo maturo esige di essere trattato come responsabile. Se esso a rinuncia alle sue responsabilità, per esempio non esercitando il suo diritto di voto, e il politico si dimostra accondiscendente con un’opinione pubblica rinunciataria, allora ci possono essere conseguenze molto gravi come la crisi della stessa democrazia. Il sistema democratico infatti si basa interamente sul senso di responsabilità dei singoli, poiché si intreccia fortemente con la libertà individuale.
Domanda: Perché?
Risposta: Perché quando il popolo ha deciso di declinare ogni responsabilità, affidandosi ciecamente e completamente alle decisioni di chi lo governa, cessa di essere formato da persone responsabili dal momento che preferisce scaricare la fatica di dover scegliere e quindi agire di conseguenza.
Domanda: E dunque, quale dovrebbe essere, invece, il comportamento corretto di un cittadino responsabile?
Risposta: Semplicemente comprendere che ogni sua azione privata può avere interesse e valore pubblico per cui egli dovrebbe sforzarsi di operare meno egoisticamente, non solo a proprio vantaggio ma anche per il bene comune.
Domanda: E quello del politico responsabile?
Risposta: Anche lui è innanzitutto un cittadino, ma essendo anche un politico, le sue azioni hanno un peso maggiore poiché egli rappresenta tutti e non solo coloro che lo hanno eletto come loro rappresentante. Dovrà dunque farsi carico di una responsabilità più ampia.
Onorevole Respondeo, noi la ringraziamo molto per la sua disponibilità e la salutiamo augurandole buon lavoro con l’auspicio, nell’interesse di tutti, che i suoi propositi non restino solo parole sulla carta.

Valentina Pisino - Istituto Comprensivo "I. Calvino" -- Alliste (LE), Alliste (LE)

La Signora Responsabilità

In un caldo pomeriggio autunnale, io Marta e Chiara ci trovavamo a passeggiare per un vecchio e solitario lungo mare, quando vediamo una signora seduta sul muretto che dava da ...

In un caldo pomeriggio autunnale, io Marta e Chiara ci trovavamo a passeggiare per un vecchio e solitario lungo mare, quando vediamo una signora seduta sul muretto che dava da mangiare a poveri gabbiani senza meta.
Era seduta là, in silenzio, persa nel suo mondo, sembrava che nulla la toccasse, pensava solo ai gabbiani. Noi la guardavamo stupite: ci dava un senso di pace e serenità; si vedeva bene dalle rughe sul viso che aveva vissuto attimo per attimo la propria vita e, pur soffrendo, era lì e aspettava. Ma chi? Cosa?
Sembrava aspettasse il nostro arrivo.... Poi capimmo che aspettava proprio noi.
Incuriositi ci avvicinammo chiedendole perché fosse sola e lei , sorridendo, ci rispose: "A volte è meglio stare soli che avere accanto delle persone incoscienti, persone vuote, incapaci di amare, incapaci di distinguere ciò che è giusto da ciò che è sbagliato."
Sembrava che leggesse un copione per come parlava, sicura di sè, sapeva bene quello che diceva. Si vedeva che aveva vissuto soffrendo in silenzio rendendosi conto che quello che la circondava era un mondo di incoscienza... di irresponsabilità.
Noi, nell’ascoltarla, chiarimmo molti nostri dubbi. Lei ci fece capire che ognuno di noi deve prendere la propria vita con responsabilità, deve impegnarsi, deve saper rinunciare, a volte, a qualcosa per un bene più grande.
Tutto ad un tratto smise di parlare, così, di scatto... Guardò il cielo e poi , abbassando lo sguardo, riprese il filo del discorso e ci raccontò dei suoi otto figli sparsi per il mondo.
Ne parlava come se li avesse lì di fronte, a volte allungava le braccia nel tentativo di afferrarli. Piangeva mentre raccontava tutte le sbadatelle fatte dai suoi bambini; era ben visibile quanto gli mancavano...
Noi, all’inizio, con il cuore spezzato nel vederla in quelle condizioni, non capivamo cosa stesse facendo e le domandammo: "Cosa sta cercando di afferrare? perché piange? ".
Lei rispondendo ci disse: “Adesso vi parlerò dei miei otto figli”. La prima si chiama Consapevolezza, è sempre stata spensierata, è sempre in giro per il mondo; ora lei si trova in Libia, sperando e combattendo per portare coscienza e rispetto dei diritti a coloro che ne hanno bisogno..
Poi c'è la seconda , Saggezza, lei sa sempre dare buoni consigli, sa cosa è il bene e cosa è il male, ora lei si trova in Italia per aiutare lo Stato Italiano ad andare nella buona direzione. La terza si chiama “Altruismo”: da piccola, come ancora oggi, non pensava quasi mai a se stessa, ma solo al prossimo; ora si trova in Giappone con l' intenzione di sostenere tutti i volontari ed aiutare i sopravvissuti del terremoto.
La quarta ha un nome strano, infatti si chiama "Agapè" che in greco significa "amore" (carità), lei e la più affettuosa e sollecita fra tutti i miei figli; ora si trova in Africa per portare amore ai bambini orfani.
Dopo vengono tre gemelli, hanno lo stesso nome, cioè Tolleranza, sono divisi in diverse parti del mondo ed hanno una mole enorme di lavoro da svolgere perché in tutto il mondo serve maggiore tolleranza.
L' ultima, la più piccola, si chiama Autonomia. "Faccio tutto io" , diceva sempre; è brava a badare a sé stessa...". Lei si trova in Palestina e combatte perché non ci siano più guerre tra popoli, ma un’autonomia rispettosa dei diritti di tutti.
Noi la ascoltavamo rapite dal discorso; sentivamo che, nel parlare dei figli, era un po’ svanita la sua tristezza.
All’improvviso riprese a piangere e disse scuotendo la testa:"Io ho poche notizie di loro, non conosco tutti i loro spostamenti, ma so che lottano per una buona causa: conservare un po’ di responsabilità nel mondo; Vivono lontano da me per aiutare gli uomini a costruire un futuro migliore e portare un po’ di felicità alla loro …"
Smise di parlare. Noi cercammo di prenderle la mano ma....Era già sparita nel nulla lasciando risuonare l’ultima parola pronunciata: "Madre". Solo allora capimmo che avevamo avuto l' onore di parlare con la signora “Responsabilità”.
Felici di avere imparato una lezione,io e le mie amiche ci incamminammo verso casa in silenzio perché sentivamo di aver appena vissuto una straordinaria MAGIA....

Nicole Gelso, Alessia Bottazzo e Marta Leva - Istituto Comprensivo "I. Calvino" -- Alliste (LE), Alliste (LE)

La Signorina Responsabilità

C’era una volta una signorina di nome Responsabilità che amava molto andare in giro per il mondo.
Un giorno Responsabilità sentì paralare di un paese dove ciascuno faceva il ...

C’era una volta una signorina di nome Responsabilità che amava molto andare in giro per il mondo.
Un giorno Responsabilità sentì paralare di un paese dove ciascuno faceva il suo comodo :nessuno rispettava il proprio turno, tutti volevano primeggiare, sporcavano l’ambiente senza preoccuparsi delle conseguenze, agivano senza riflettere e litigavano in continuazione. Tutti si lamentavano e ciascuno attribuiva agli altri la responsabilità del disagio. Il paese si chiamava Odilandia. Responsabilità si chiese come ciò potesse accadere e decise di visitarlo.
Nel cammino verso Odilandia , vide un suo vecchio amico, di nome Tomas, che voleva buttarsi dal terrazzo di casa sua, perché aveva commesso un errore in passato e pensava di non poter rimediare. Subito lei gli ricordò che aveva una famiglia che lo amava, a cui pensare e tutte le difficoltà passate e superate insieme ai suoi amici.
Tomas fu colpito dalle sue parole, ci rifletté su e decise di rientrare in casa .
Da allora in avanti rifletté sulle conseguenze delle proprie azioni.
Dopo di che volle ringraziare la sua amica Responsabilità accompagnandola a Odilandia .
Durante il viaggio Tomas chiese alla signorina Responsabilità cosa stava andando a fare in quel paese e lei rispose :- Vado a Odilandia perché gli abitanti stanno attraversando un brutto momento , fatto di lotte e parole crudeli , per questo ho deciso di aiutarli a superare questi momenti difficili diffondendo tutti i sentimenti e i comportamenti più belli e corretti che possano esistere -.
Ad un tratto si trovarono di fronte a due strade diverse: una dritta, segnata dal passaggio di molte persone, l’altra tortuosa, nuova e poco praticata. I due non sapevano quale prendere, ma per fortuna passò di lì Pallolì che tutti chiamavano “ Conoscendolina” perché sapeva tutto, e le chiesero se sapeva qual era la strada che portava verso Odilandia. Lei rispose che era quella più consumata perché molti l’avevano percorsa e rovinata senza preoccuparsi di chi sarebbe venuto dopo di loro.
Responsabilità voleva ricambiare il favore, ma non sapeva come e glielo chiese.
Conoscendolina disse che l’unico modo per ricambiare il favore era di portarla a Odilandia. Responsabilità le chiese il perché e lei rispose che avendo la Responsabilità e il Giudizio come compagni di viaggi , anche lei in quanto “Conoscenza” avrebbe potuto aiutare gli abitanti. Visto che tutte e due avevano lo stesso obbiettivo decisero di andare insieme .
Una volta arrivati a Odilandia trovarono un caos totale e corsero subito alla cassa dei sentimenti che si trovava nella casa della serenità perduta.
Per fortuna la trovarono in tempo e riuscirono a sprigionare dalla cassa tutti quei sentimenti utili che uno stregone aveva imprigionato.
Subito la Coscienza cominciò a parlare nell’anima della gente, separò il bene dal male e ispirò sentimenti di vergogna per i comportamenti precedenti. Il Rispetto spingeva tutti a pronunciare parole come “ Buongiorno.. scusi … prima lei, ecc… ”; la Solidarietà puliva pareti ( che non aveva imbrattato) e raccoglieva cartacce (che non aveva buttato) .
A Odilandia venne ristabilita la Pace e il sole tornò a splendere. Fu così che la città di Odilandia si trasformò in Responsabilandia e da quel momento la Responsabilità regnò dappertutto.

Valentina Coppola - Istituto Comprensivo "I. Calvino" -- Alliste (LE), Alliste (LE)

Liberi e responsabili

Quest’anno, a scuola, abbiamo trattato un argomento molto interessante soprattutto per noi ragazzi:”la Responsabilità”.
Prima di iniziare in classe questo percorso di studio e riflessione, 

per me l ...

Quest’anno, a scuola, abbiamo trattato un argomento molto interessante soprattutto per noi ragazzi:”la Responsabilità”.
Prima di iniziare in classe questo percorso di studio e riflessione, 

per me l'essere ”responsabili” significava avere la consapevolezza delle azioni che si stanno per compiere e capire quando si sta commettendo uno sbaglio.

 Non è che mi sia allontanata molto dal vero significato di questo termine; infatti la responsabilità è anche la consapevolezza delle conseguenze che derivano dai propri comportamenti.
La parola deriva dal latino “Respondere” ed è composta da Re ( addietro,di nuovo) e Spondere (promettere). Quindi responsabilità letteralmente significa “promettere di nuovo”.
In classe, grazie all'analisi di testi relativi all'argomento, ho ampliato le mie conoscenze e ho capito che responsabilità è tante cose insieme: imparare a distinguere il bene dal male, ammettere i propri torti, riuscire a gestire nel migliore dei modi situazioni difficili, onorare gli impegni presi, compiere il proprio dovere con scrupolo e precisione, essere consapevoli delle conseguenze delle proprie azioni, avere rispetto degli altri e delle idee altrui, essere leali, rispettare le regole, conoscere e difendere i propri diritti.
L'elenco potrebbe continuare ancora perché il concetto di responsabilità è legato, nella realtà quotidiana, al comportamento dei cittadini.
Ovviamente non è facile che in una società, per quanto progredita, i cittadini siano tutti rispettosi delle regole del vivere civile; se così fosse la società sarebbe perfetta. Purtroppo quotidianamente si vedono gli effetti della mancanza di responsabilità in tanti comportamenti: rispondere male ai genitori e ai professori, non rispettare le regole stradali, avere il volume dello stereo molto alto, sporcare l’ambiente, mostrarsi indifferenti e apatici.
Perché questo? Perché si bada di più ai propri interessi che al bene comune, non si riconoscono i propri errori, non sempre si compie il proprio dovere, spesso non si ha rispetto per le persone, le cose e l'ambiente. Inoltre, come dice il personaggio protagonista del brano “ Un uomo preciso”
:-“Tutti vogliono fare svelto, tutti tirano via e imparare oggi è diventato difficile”. Questa, purtroppo, è un’amara realtà, manca spesso la precisione ma anche la volontà di mettersi alla prova e di riuscire : ”Tanto… cosa cambia? … A che serve? …Chi me lo fa fare?” si sente dire in giro.
Certamente non tutte le persone vivono da irresponsabili e per fortuna la società progredisce perché parte dei cittadini collabora al suo buon funzionamento. Bisogna ringraziare tanti cittadini responsabili che spesso si assumono dei compiti che dovrebbe svolgere qualcun altro che magari è pagato per farlo.
Promuovere comportamenti responsabili è certamente auspicabile ma non è per nulla semplice; la società dovrebbe essere costituita da persone che hanno lo stesso tipo di educazione, gli stessi sentimenti, gli stessi punti di vista, ma, di fatto, siamo diversi. Mi spiego: è normale che ci sia diversità di comportamenti, è umano, ma la diversità deve arricchirci, non demolirci. Come fare dunque, per vivere questo bel valore della responsabilità?
Mi piace riferire un aneddoto che ho appreso alle scuole elementari. Ad un bambino educato e corretto, un giorno fu chiesto come aveva fatto ad imparare l'educazione. Il bambino rispose che lui aveva imparato ad essere educato guardando i maleducati. Ovviamente gli fu chiesto come poteva essere possibile e il bambino precisò: << Certamente, osservo i comportamenti dei maleducati e degli irresponsabili e io faccio il contrario>>. Un altro aneddoto racconta che un giorno ad un signore fu chiesto perché continuava a salutare garbatamente un uomo che gli rispondeva sempre con un rabbioso grugnito e il signore rispose che l'uomo sgarbato non aveva il potere di decidere come lui doveva comportarsi.
Siamo liberi di scegliere, scegliamo di essere liberi.

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